Pochi giorni fa il consiglio regionale dell’Umbria ha approvato una manovra di bilancio che, fra i vari interventi, aumenta il finanziamento da 50.000 euro 222.000 euro per la legge Dottorini riguardante il software libero e l’open source.
Legge Dottorini 11/2006
La legge Dottorini sul software libero è nata pensando a due attori principali della società dell’informazione: la scuola, il mondo della formazione in generale, e la pubblica amministrazione.
Dalla data della sua entrata in vigore ad oggi la legge è stata sempre finanziata grazie agli emendamenti del consigliere regionale Dottorini, 100mila euro il primo anno di applicazione (2007), 235mila euro nel 2008, 150mila euro nel 2009 e 222mila euro per quest’anno.
La scuola e il consumismo degli applicativi.
Per quanto riguarda la scuola, si è partiti dal dato di fatto che molto spesso la formazione degli studenti, in particolare negli istituti ad indirizzo tecnico-informatico, viene svolta a senso unico. Senso unico significa che i nostri ragazzi una volta usciti dalla scuola superiore sono in grado di utilizzare Microsoft Office per scrivere e fare calcoli, Internet Explorer per navigare e in alcuni casi Visual Basic per sviluppare piccoli programmi didattici.
Secondo noi tutto questo poteva essere utile e all’avanguardia dieci anni fa, non sicuramente oggi, in un mondo dove internet 2.0, le web application e lo scambio libero di informazioni sono l’elemento caratterizzante della vita di tutti i giorni e richieste basilari nel mondo del lavoro.
Per questo la legge Dottorini ha come primo canale di intervento il mondo della scuola e della formazione. L’idea è stata quella di dare alle scuole e agli insegnanti lungimiranti, gli strumenti per offrire a studenti e docenti una conoscenza più ampia e più specializzata nel campo dell’informatica e dell’informazione. Essere in grado, una volta usciti da scuola, di conoscere le basi di altri linguaggi di programmazione, di altri word processor, di altri browser e nei migliori dei casi, di altri sistemi operativi. Tutto questo perchè oggi viviamo in una società dell’informazione in continua trasformazione e non possiamo affidarci ad applicativi vecchi, statici, obsoleti.
L’utilizzo del software libero offre, oltre agli innumerevoli vantaggi in termini tecnologici e pratici, anche vantaggi educativi, sociali ed etici, abituando lo studente alla cultura dello scambio e della condivisione della conoscenza, rafforzando il valore della solidarietà.
Le scuole devono gradualmente allontanarsi dal “consumismo degli applicativi”, stare lontane dalle mode o dalla pubblicità dei monopolisti del software. Il Software Libero permette agli applicativi di durare a lungo perchè non c’e’ necessità di acquistare l’ultima versione di un software per ottenere un miglioramento. Gli aggiornamenti possono essere sviluppati immediatamente dagli studenti e dai professori e condivisi con altri utenti in tutto il mondo.
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